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Avanti con LINUX 20031107


Come simbolo per il sistema operativo Linux fu scelto nel 1996 un pinguino. Il logo ufficiale fu disegnato da Larry Ewing e gli venne dato il nome di TuX da James Hughesin, come abbreviazione di Torvalds UniX. Linux, nell'attuale versione, non ha nulla da invidiare agli Unix storici (come *BS D) o agli altri sistemi operativi commerciali. Dispone infatti del supporto ai recenti dispositivi hardware e di innovative soluzioni software (file system journaled, logical volume manager, devfs, ipv6). Inoltre facendo parte della famiglia degli Unix e dovendo la sua stessa esistenza a Internet non poteva essere trascurata la parte riservata al networking. Rappresenta infatti una scelta eccellente per l’utilizzo sui server anche grazie alla assoluta stabilità che ha dimostrato fin dall’inizio.
Grazie a tutte queste interessanti caratteristiche Linux ha attirato l’ attenzione di grandi società che operano nell’informatica come IBM, Sun, Compaq che guardano con un occhio di riguardo questo sistema operativo investendo in esso ingenti capitali. IBM per esempio ha trovato in Linux una validissima scelta sui server e sui sistemi embedded (ne è un esempio l’ orologio IBM presentato al Futurshow del 2001, basato interamente su Linux), Sun investe su Linux e sul progetto GNOME in particolare, un desktop enviroment per X completamente rilasciato sotto licenza GPL (Generic Public License, la licenza OpenSource piu’ diffusa e piu’ restrittiVa che obbliga chiunque modifichi o utilizzi del software rilasciato sotto GPL a utilizzare la stessa licenza per i programmi che ne derivano).
Linux negli ultimi anni si sta facendo avanti anche come soluzione nell’ ambiente Workstation, grazie soprattutto alle interfacce grafuche utente GNOME e KDE, e alla suite per ufficio StarOffice di Sun (che ha da poco cambiato il nome in OpenOffice). Attorno a queste grosse realtà ruotano anche una serie di società che basano il proprio business interamente su Linux. Ne sono un esempio Red Hat, Mandrake, SuSE, Caldera, TurboLinux che rilasciano delle proprie distribuzioni Linux. Queste società traggono profitto con Linux grazie ai servizi che propongono attorno a questo sistema operativo, con la distribuzione dei propri pacchetti software. In questi pacchetti non viene venduto Linux, che può essere sempre liberamente scaricabile via Internet, ma ciò che viene pagato deriva dal costo del supporto, dai manuali e dal software aggiuntivo che varia a seconda della distribuzione. Il perchè della necessità di questa moltitudine di distribuzioni va cercato nella natura stessa di Linux. Linux è soltato il kernel, una minima seppur importante parte del sistema operativo, ma da solo non sarebbe in grado di poter far nulla. Per questo queste società si occupano di riunire in un unico sistema operativo dei pacchetti software (unendo per esempio a Linux il software GNU) e creandone di propri. Le differenze che ne derivano si riferiscono alla gestione dei programmi da installare, alla sicurezza, e alla facilità d’uso.